lunedì 26 dicembre 2011

Guardare indietro

"A volte la felicità è una benedizione, ma generalmente è una conquista. L'istante magico del giorno ci aiuta a cambiare, ci spinge ad andare in cerca dei nostri sogni. Soffriremo, affronteremo momenti difficili, ricaveremo molte disillusioni: ma tutto è transitorio e non lascia alcun segno. E, nel futuro, potremmo guardare indietro con orgoglio e fede.
 Meschino colui che ha avuto paura di correre rischi. Perché forse non sarà mai deluso, non avrà disillusioni, né soffrirà come coloro che hanno un sogno da perseguire. Ma quando quell'uomo guarderà dietro di sé, perché capita sempre di guardare indietro, sentirà il proprio cuore dire: 'Che cosa ne hai fatto dei miracoli di cui Dio ha disseminato i tuoi giorni? Come hai impiegato le doti che il tuo Maestro ti ha affidato? Le hai sotterrate in una fossa profonda, perché avevi paura di perderle. Allora la tua eredità è questa: la certezza di aver sprecato la tua vita.'
Meschino colui che sente queste parole. Allora crederà ai miracoli, ma gli istanti magici della vita saranno ormai passati."

Paulo Coelho
[Tratto da: "Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto"]

martedì 6 dicembre 2011

Il labirinto

Un pomeriggio, curiosando in un vecchio edificio, arrivai per una scaletta di legno in una grande stanza vuota. Il pavimento era coperto da un telone sul quale era dipinto in bianco e viola un labirinto. Era ovviamente fatto per camminarci sopra. Mi tolsi i sandali e a piedi nudi, passo, passo, sbagliando, tornando indietro e ripartendo, lentamente riuscii ad arrivare al centro. Ero solo. C'era silenzio e provai una bella sensazione. Ci tornai un paio di volte. Mi piaceva. C'era qualcosa di magico in quel perdersi e ritrovarsi, sempre puntando verso il centro.
Una collaboratrice di Commonweal che non avevo incontrato prima mi aveva osservato mentre facevo una delle mie camminate e venne a parlarmi. Si stava interessando al labirinto come mezzo per il risveglio della spiritualità. Era lei che lo aveva costruito per usarlo in uno dei prossimi ritiri.
Il labirinto, mi spiegò, è simbolico del cammino sacro che l'uomo deve percorrere per avvicinarsi al proprio centro. Lì poteva aiutare i partecipanti a ritrovare in sé qualcosa che era stato messo da parte, che rimaneva nascosto, ma che cercava di esprimersi: qualcosa che poteva aiutarci a vedere un senso in quel che ci succedeva.
A me succedeva, ad esempio, su un promotorio della California, durante un ritiro per malati di cancro, di scoprire il labirinto! E non è straordinaria la vita? In un libro sulla storia dei labirinti che quella donna mi fece prendere dalla biblioteca di Commonweal, scoprii che i primi labirinti risalgono a più di 4500 anni fa; che un labirinto del 2500 avanti Cristo, scolpito nella roccia, si trova... in Sardegna; che uno dei primi labirinti su muro è a... Lucca, sulla facciata della cattedrale! Era lì perché i fedeli, prima di varcare la soglia della chiesa, seguissero col dito quel percorso scolpito nella parete accanto al portone, calmando così la loro mente, lasciandosi dietro i pensieri quotidiani e preparandosi a entrare nello spazio sacro dove doveva avvenire il loro incontro con Dio.
Per secoli il sogno di tanti cristiani fu di andare in pellegrinaggio a Gerusalemme, ma a cominciare dal 1100, con le Crociate, il viaggio in Terra Santa si fece sempre più pericoloso. Alcune nuove cattedrali, concepite come fossero Gerusalemme, diventarono così la meta di un pellegrinaggio sostitutivo. Per percorrere il labirinto intarsiato nel pavimento di queste cattedrali era per il fedele la conclusione di un cammino simbolico che non aveva potuto compiere realmente. Al centro di questi labirinti c'era spesso una rosa, l'equivalente occidentale del fiore di loto, simbolo dello spirito, dell'illuminazione. Il più noto e più bello di questi labirinti si trova nella cattedrale di Chartres.



Tiziano Terzani
[Tratto da: "Un altro giro in giostra"]