lunedì 10 ottobre 2011

La provvidenza di Dio

C. H. Spurgeon
19 Giuno 1834 -  31 Gennaio 1892
Pastore Battista Inglese
"[...]Guarda la provvidenza di Dio durante quest'anno, quanto chiaramente hai potuto scorgere la Sua mano in cose che altri considerano casuali! Lo stesso Dio, che ha messo in moto il mondo, ha adoperato il suo grande cuore e i suoi pensieri per te...Egli, che conta i capelli del nostro capo e ci considera come la pupilla dell'occhio Suo, non ti ha dimenticato, ma ti ama ancora di un amore eterno[...]"

Questo testo è tratto da una lettera di C. H. Spurgeon alla madre durante un periodo difficile per lei.

domenica 9 ottobre 2011

La Sclerosi Tuberosa



La Sclerosi Tuberosa è una malattia rara,
ma possiamo fare tanto per renderla pubblica affinché
si possa dare un sostegno sia alla persona poco fortunata,
affetta da tale patologia, come anche alla sua famiglia.
Se vi va, guardate il video e condividete.

sabato 10 settembre 2011

Viaggiare in maniera diversa

Fin dall'inizio della gioventù, ho scoperto che, per me, il viaggio era il modo migliore per conoscere. È proprio perché ancor oggi possiedo questo spirito da pellegrino che ho deciso di riportare in questo breve testo alcuni insegnamenti appresi in quel periodo, sperando che possano essere utili ad altri viandanti.
1.
Evita i musei. Può sembrare un consiglio assurdo, ma proviamo a riflettere: se ti trovi in una città straniera, non è molto più interessante andare alla ricerca del presente, piuttosto che inseguire le tracce del passato? Accade che ci si senta obbligati a visitare i musei perché, fin da piccoli, si è imparato che viaggiare significa ricercare questo tipo di cultura. È evidente che i musei sono importanti, tuttavia richiedono un impegno di tempo e una certa obbiettività: devi sapere bene ciò che desideri vedere, oppure uscirai da un museo con la sensazione di aver visto un buon numero di cose fondamentali per la tua vita, senza ricordare quali siano.
2. Frequenta i bar. Al contrario dei musei, è lì che si manifesta la vita della città. I bar non sono luoghi di intrattenimento come le discoteche, ma locali nei quali si va per consumare una bevanda, sempre disposti a una chiacchierata. Compra un giornale e fermati a osservare chi entra e chi esce. Se qualcuno ti rivolge la parola, accetta la conversazione, per quanto futile ti possa sembrare: non si può giudicare la bellezza di un cammino, limitandosi a guardare l'arco che ne segna l'inizio.
3. Sii disponibile. La migliore guida non lavora in un'agenzia turistica: è un abitante del posto, che conosce ogni cosa ed è orgoglioso della propria città. Cammina lungo una strada, scegli la persona che ti sembra adatta a condividere con te le bellezze della località e chiedi informazioni ("Dov'è la cattedrale? Può indicarmi un ufficio postale?") Se questo approccio non porterà ad alcun risultato, ritenta - posso garantirti che, entro la fine della giornata, troverai un'eccellente compagnia.
4. Cerca di viaggiare da solo o, se sei sposato, con il tuo coniuge. Sarà più faticoso, nessuno si occuperà di te, ma soltanto in questa maniera sarai in grado di lasciare veramente il tuo paese. I viaggi di gruppo sono un modo piuttosto discutibile di visitare uno stato estero, giacché si continua a parlare la propria lingua, a obbedire alle scelte di un capo-comitiva, a preoccuparsi delle chiacchiere piuttosto che del luogo nel quale ci si trova.
5. Non fare confronti. Non confrontare nulla — né prezzi, né pulizia, né qualità della vita, né mezzi di trasporto, niente! Non stai viaggiando per dimostrare che nel tuo paese si vive meglio che altrove: la tua ricerca, in realtà, è mirata a conoscere come vivono gli altri, a sapere ciò che possono insegnare, come affrontano la realtà e quanto di straordinario vi sia nelle loro vite.
6. Abbi la consapevolezza che tutti sono in grado di capirti. Anche se non parli la lingua locale, non avere paura: io sono stato in molti luoghi dove non avevo alcuna possibilità di comunicare attraverso le parole ma, alla fine, sono sempre riuscito a trovare aiuto, indicazioni, suggerimenti importanti — e persino qualche innamorata. Taluni pensano che, viaggiando da soli, si ritroveranno a vagare per le strade e finiranno per perdersi: non è affatto così. È sufficiente tenere in tasca il biglietto da visita dell'albergo e, nei casi disperati, salire su un taxi e mostrarlo all'autista.
7. Non comprare tanti oggetti. Spendi il tuo denaro per cose che non dovrai trasportare: spettacoli teatrali, ristoranti, escursioni. Al giorno d'oggi, con il mercato globale e con internet, puoi procurarti ogni bene senza dover pagare per il bagaglio in eccedenza.

8. Non tentare di vedere il mondo in un mese. Ha più valore fermarsi in una città quattro o cinque giorni che visitare cinque città in una settimana. Una città è come una donna capricciosa: ci vuole tempo perché si lasci sedurre e si mostri completamente.
9. Un viaggio è un'avventura. Henry Miller diceva che è molto più importante scoprire una chiesa ignorata da tutti che andare a Roma e sentirsi in obbligo di visitare la Cappella Sistina, con duecentomila turisti che ti strillano nelle orecchie. Recati pure ad ammirare la Cappella Sistina, ma scegli anche di girovagare per le strade, di camminare per i vicoli: assapora la libertà di essere alla ricerca di una cosa che ignori, ma che di sicuro troverai - è qualcosa che cambierà la tua vita.


Paulo Coelho
[Tratto da: "Sono come il fiume che scorre"]

venerdì 2 settembre 2011

Quando ho cominciato ad amarmi davvero

Quando ho cominciato ad amarmi davvero, 
ho capito com'è imbarazzante aver voluto imporre a qualcuno i miei desideri, 
pur sapendo che i tempi non erano maturi e la persona non era pronta,
anche se quella persona ero io.
Oggi so che questo si chiama "rispetto".

Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
ho smesso di desiderare un'altra vita e mi sono accorto che tutto ciò che mi circonda é un invito a crescere.
Oggi so che questo si chiama "maturità".

Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
ho capito di trovarmi sempre ed in ogni occasione al posto giusto nel momento giusto
e che tutto quello che succede va bene.
Da allora ho potuto stare tranquillo.
Oggi so che questo si chiama "stare in pace con se stessi".

Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
ho smesso di privarmi del mio tempo libero
e di concepire progetti grandiosi per il futuro.
Oggi faccio solo ciò che mi procura gioia e divertimento,
ciò che amo e che mi fa ridere, a modo mio e con i miei ritmi.
Oggi so che questo si chiama "sincerità".

Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
mi sono liberato di tutto ciò che non mi faceva del bene:
persone, cose, situazioni
e tutto ciò che mi tirava verso il basso allontanandomi da me stesso;
all'inizio lo chiamavo "sano egoismo",
ma oggi so che questo è "amore di sé".

Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
ho smesso di voler avere sempre ragione.
E cosi ho commesso meno errori.
Oggi mi sono reso conto che questo si chiama "semplicità".

Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
mi sono rifiutato di vivere nel passato e di preoccuparmi del mio futuro.
Ora vivo di più nel momento presente, in cui tutto ha un luogo.
E' la mia condizione di vita quotidiana e la chiamo "perfezione".

Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
mi sono reso conto che il mio pensiero può rendermi miserabile e malato.
Ma quando ho chiamato a raccolta le energie del mio cuore,
l'intelletto è diventato un compagno importante.
Oggi a questa unione do il nome di "saggezza interiore".

Non dobbiamo continuare a temere i contrasti,
i conflitti e i problemi con noi stessi e con gli altri
perché perfino le stelle, a volte, si scontrano fra loro
dando origine a nuovi mondi.

Oggi so che tutto questo è la vita.



Charlie Chaplin 
[dal discorso celebrativo per il suo 70° compleanno]

martedì 30 agosto 2011

La mattonella mancante

Durante un viaggio, ricevetti un fax dalla mia segretaria.
"Una mattonella in vetro necessaria per la ristrutturazione della cucina risulta mancante," scriveva. "Invio il progetto originale e l'intervento proposto dal muratore per ovviare alla mancanza."
Sul primo foglio, c'era il disegno che aveva fatto mia moglie: file armoniose di mattonelle, con un'apertura per la ventilazione. Sul secondo, il progetto che avrebbe compensato la mancanza: un autentico rompicapo, dove i quadrati di vetrocemento erano assemblati senza alcun canone estetico.


"Acquistate la mattonella mancante," scrisse mia moglie. Fu seguita la sua indicazione e venne mantenuto il disegno originale.
Quel pomeriggio, riflettei a lungo sull'accaduto: molte volte, per la mancanza di una sola mattonella — di un semplice tassello —, deturpiamo completamente il progetto originale della nostra vita.



Paulo Coelho 
[Tratto da: "Sono come un fiume che scorre"

venerdì 26 agosto 2011

Il coraggio

Paulo Coelho


Di recente ho letto la seguente definizione data al coraggio:
"Mi ci sono voluti anni per capirlo, ma adesso lo so: 
il coraggio non è l'assenza di paura, 
ma piuttosto la forza di continuare 
ad andare avanti nonostante la paura."
Paulo Coelho
Giovanni Falcone
Mi ricordo che arrivò alla stessa conclusione Giovanni Falcone, quando in un'intervista gli domandarono se avesse paura. La sua risposta fu esemplare: 

Giornalista: "Lei ha detto ... pare che abbia detto: «Il vigliacco muore più volte al giorno, il coraggioso una volta sola.»"
Giovanni Falcone: "Si è vero."
Giornalista: "Questo significa che non ha paura?"

Durante tutta l'intervista si può osservare che il giudice rispondeva sempre con un sorriso che non era espresso solo dalle labbra e dalle parole che diceva, ma quel sorriso lo si vedeva negli occhi, un sorriso che partiva dal profondo dell'anima. Ogni risposta un sorriso vero.
Dinanzi, a quest'ultima domanda, Giovanni Falcone cambia immediatamente espressione. Per una frazione di secondo sospira e guarda a destra, come se la risposta che sta per dare è uno dei più profondi insegnamenti che il giudice ha acquisito nel corso della sua vita, è come se aprisse un cassetto chiuso e ben custodito e dall'interno estraesse un tesoro conquistato con fatica. A quel punto ritorno a guardare la giornalista e con più decisione risponde:

Giovanni Falcone: "L'importante non è stabilire se uno ha paura o meno. È saper convivere con la propria paura e non farsi condizionare dalla stessa. Ecco il coraggio è questo. Altrimenti non è più coraggio ma incoscienza."

Subito dopo la risposta rilascia un sorriso irradiante.
(Intervista:http://www.youtube.com/watch?v=yXlw2DGIpd8)

A dare queste due identiche definizioni sul coraggio sono due persone che hanno vissuto intensamente la loro vita. Persone che durante il loro cammino si sono imbattute davanti a degli incroci che rappresentavano delle scelte. Credo che in alcuni casi loro abbiano fatto delle scelte coraggiose e in altri casi no. Quindi: in alcuni casi non si sono fatti condizionare dalla paura e in altri casi invece sì.
Oggi sono ancor più convinto che non si può avere la presunzione di sapere la definizione di coraggio senza aver prima fallito, senza aver prima vissuto. Quando si acquisisce la consapevolezza che la morte sia parte della vita stessa, allora le nostre scelte sono motivate da un bisogno innato di vivere il presente, istante dopo istante, con coraggio.

Gianni Nigita

giovedì 25 agosto 2011

Il consiglio per realizzare un sogno

Roberto Baggio
"Ai ragazzi mi sento di dare consigli molto semplici: prima di tutto è necessario aver chiaro in mente che cosa si vuole, dove si vuole arrivare. E' fondamentale non aver paura di quello che si sente dentro, sentire davvero che cosa si vuole fare, dove si vuole andare, che cosa si vuole realizzare nella vita. Questo ci si deve domandare. Perché devo fare questo? Perché lo sento, perché ho passione per farlo. A questo punto, ci si deve buttare. Credo in una verità fondamentale: se uno fa quello che gli piace, ha già raggiunto il cinquanta per cento del risultato. Quindi, prima bisogna chiarire bene il proprio sogno, poi accettare le proprie inclinazioni. Questo è fondamentale. Poi ci metti tutto il resto, ma intanto hai già preso la rincorsa per arrivare."

Tratto da un'intervista a Roberto Baggio