"A volte la felicità è una benedizione, ma generalmente è una conquista. L'istante magico del giorno ci aiuta a cambiare, ci spinge ad andare in cerca dei nostri sogni. Soffriremo, affronteremo momenti difficili, ricaveremo molte disillusioni: ma tutto è transitorio e non lascia alcun segno. E, nel futuro, potremmo guardare indietro con orgoglio e fede.
Meschino colui che ha avuto paura di correre rischi. Perché forse non sarà mai deluso, non avrà disillusioni, né soffrirà come coloro che hanno un sogno da perseguire. Ma quando quell'uomo guarderà dietro di sé, perché capita sempre di guardare indietro, sentirà il proprio cuore dire: 'Che cosa ne hai fatto dei miracoli di cui Dio ha disseminato i tuoi giorni? Come hai impiegato le doti che il tuo Maestro ti ha affidato? Le hai sotterrate in una fossa profonda, perché avevi paura di perderle. Allora la tua eredità è questa: la certezza di aver sprecato la tua vita.'
Meschino colui che sente queste parole. Allora crederà ai miracoli, ma gli istanti magici della vita saranno ormai passati."
Paulo Coelho
[Tratto da: "Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto"]
lunedì 26 dicembre 2011
martedì 6 dicembre 2011
Il labirinto
Un pomeriggio, curiosando in un vecchio edificio, arrivai per una scaletta di legno in una grande stanza vuota. Il pavimento era coperto da un telone sul quale era dipinto in bianco e viola un labirinto. Era ovviamente fatto per camminarci sopra. Mi tolsi i sandali e a piedi nudi, passo, passo, sbagliando, tornando indietro e ripartendo, lentamente riuscii ad arrivare al centro. Ero solo. C'era silenzio e provai una bella sensazione. Ci tornai un paio di volte. Mi piaceva. C'era qualcosa di magico in quel perdersi e ritrovarsi, sempre puntando verso il centro.
Una collaboratrice di Commonweal che non avevo incontrato prima mi aveva osservato mentre facevo una delle mie camminate e venne a parlarmi. Si stava interessando al labirinto come mezzo per il risveglio della spiritualità. Era lei che lo aveva costruito per usarlo in uno dei prossimi ritiri.
Il labirinto, mi spiegò, è simbolico del cammino sacro che l'uomo deve percorrere per avvicinarsi al proprio centro. Lì poteva aiutare i partecipanti a ritrovare in sé qualcosa che era stato messo da parte, che rimaneva nascosto, ma che cercava di esprimersi: qualcosa che poteva aiutarci a vedere un senso in quel che ci succedeva.
A me succedeva, ad esempio, su un promotorio della California, durante un ritiro per malati di cancro, di scoprire il labirinto! E non è straordinaria la vita? In un libro sulla storia dei labirinti che quella donna mi fece prendere dalla biblioteca di Commonweal, scoprii che i primi labirinti risalgono a più di 4500 anni fa; che un labirinto del 2500 avanti Cristo, scolpito nella roccia, si trova... in Sardegna; che uno dei primi labirinti su muro è a... Lucca, sulla facciata della cattedrale! Era lì perché i fedeli, prima di varcare la soglia della chiesa, seguissero col dito quel percorso scolpito nella parete accanto al portone, calmando così la loro mente, lasciandosi dietro i pensieri quotidiani e preparandosi a entrare nello spazio sacro dove doveva avvenire il loro incontro con Dio.
Per secoli il sogno di tanti cristiani fu di andare in pellegrinaggio a Gerusalemme, ma a cominciare dal 1100, con le Crociate, il viaggio in Terra Santa si fece sempre più pericoloso. Alcune nuove cattedrali, concepite come fossero Gerusalemme, diventarono così la meta di un pellegrinaggio sostitutivo. Per percorrere il labirinto intarsiato nel pavimento di queste cattedrali era per il fedele la conclusione di un cammino simbolico che non aveva potuto compiere realmente. Al centro di questi labirinti c'era spesso una rosa, l'equivalente occidentale del fiore di loto, simbolo dello spirito, dell'illuminazione. Il più noto e più bello di questi labirinti si trova nella cattedrale di Chartres.
Tiziano Terzani
[Tratto da: "Un altro giro in giostra"]
Una collaboratrice di Commonweal che non avevo incontrato prima mi aveva osservato mentre facevo una delle mie camminate e venne a parlarmi. Si stava interessando al labirinto come mezzo per il risveglio della spiritualità. Era lei che lo aveva costruito per usarlo in uno dei prossimi ritiri.
Il labirinto, mi spiegò, è simbolico del cammino sacro che l'uomo deve percorrere per avvicinarsi al proprio centro. Lì poteva aiutare i partecipanti a ritrovare in sé qualcosa che era stato messo da parte, che rimaneva nascosto, ma che cercava di esprimersi: qualcosa che poteva aiutarci a vedere un senso in quel che ci succedeva.
A me succedeva, ad esempio, su un promotorio della California, durante un ritiro per malati di cancro, di scoprire il labirinto! E non è straordinaria la vita? In un libro sulla storia dei labirinti che quella donna mi fece prendere dalla biblioteca di Commonweal, scoprii che i primi labirinti risalgono a più di 4500 anni fa; che un labirinto del 2500 avanti Cristo, scolpito nella roccia, si trova... in Sardegna; che uno dei primi labirinti su muro è a... Lucca, sulla facciata della cattedrale! Era lì perché i fedeli, prima di varcare la soglia della chiesa, seguissero col dito quel percorso scolpito nella parete accanto al portone, calmando così la loro mente, lasciandosi dietro i pensieri quotidiani e preparandosi a entrare nello spazio sacro dove doveva avvenire il loro incontro con Dio.
Per secoli il sogno di tanti cristiani fu di andare in pellegrinaggio a Gerusalemme, ma a cominciare dal 1100, con le Crociate, il viaggio in Terra Santa si fece sempre più pericoloso. Alcune nuove cattedrali, concepite come fossero Gerusalemme, diventarono così la meta di un pellegrinaggio sostitutivo. Per percorrere il labirinto intarsiato nel pavimento di queste cattedrali era per il fedele la conclusione di un cammino simbolico che non aveva potuto compiere realmente. Al centro di questi labirinti c'era spesso una rosa, l'equivalente occidentale del fiore di loto, simbolo dello spirito, dell'illuminazione. Il più noto e più bello di questi labirinti si trova nella cattedrale di Chartres.
Tiziano Terzani
[Tratto da: "Un altro giro in giostra"]
domenica 27 novembre 2011
La Sua volontà
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| Lev Nikolaevič Tolstoj 9 settembre 1828 - 20 novembre 1910 Scrittore, drammaturgo, filosofo, pedagogista, esegeta ed attivista sociale russo |
E tutto ciò che accade secondo la Sua volontà è bene.
Lev Nikolaevič Tolstoj
Stelle sulla terra
"Sulla nostra terra sono spuntate piccole stelle che con la loro luce hanno illuminato il mondo, perché sono riuscite a farci guardare il mondo con i loro occhi. Pensavano in maniera diversa e le persone vicine non le accettavano e le ostacolavano. Loro però ne sono uscite vincenti e tutto il mondo è rimasto a bocca aperta...
Albert Einstein un genio, un grande scienziato. Egli con la sua teoria della relatività ha rivoluzionato il mondo. Con il moto browniano e l'effetto fotoelettrico ha vinto il premio Nobel nel 1921. ..."
[Tratto dal film: "Stelle sulla terra"].
Leggendo la biografia di Albert Eistein su Wikipedia ho potuto scoprire che soffrisse di una sindrome chiamata "dislessia" e si suppone inoltre che soffrisse della "sindrome di Asperger". Per chi ne ha voglia di comprendere cosa siano metto qui sotto due link:
Gianni Nigita
Albert Einstein un genio, un grande scienziato. Egli con la sua teoria della relatività ha rivoluzionato il mondo. Con il moto browniano e l'effetto fotoelettrico ha vinto il premio Nobel nel 1921. ..."
[Tratto dal film: "Stelle sulla terra"].
Leggendo la biografia di Albert Eistein su Wikipedia ho potuto scoprire che soffrisse di una sindrome chiamata "dislessia" e si suppone inoltre che soffrisse della "sindrome di Asperger". Per chi ne ha voglia di comprendere cosa siano metto qui sotto due link:
- http://it.wikipedia.org/wiki/Sindrome_di_Asperger
- http://it.wikipedia.org/wiki/Dislessia
Gianni Nigita
sabato 26 novembre 2011
Imparerai
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| Jeorge Luis Borges 24 agosto 1899 - 14 giugno 1986 Scrittore, filosofo, poeta e traduttore argentino |
Imparerai che i baci non sono contratti e i doni non sono promesse. Imparerai ad accettare i tuoi fallimenti a testa alta e con lo sguardo in avanti, con la grazia di un adulto e non con la tristezza di un bambino, ed imparerai a costruire oggi il tuo sentiero perché il terreno di domani è incerto ed il futuro ha la cattiva abitudine di cadere nel vuoto Dopo un pò di tempo imparerai che il sole brucia se ti esponi troppo.
Accetterai che le buone persone possono ferirti qualche volta e che avranno bisogno del tuo perdono. Imparerai che parlare può alleggerire i dolori dell'anima. Scoprirai che ci vogliono anni per costruire la fiducia ed appena qualche secondo per distruggerla e che potresti fare cose di cui ti pentirai per il resto della tua vita. Imparerai che le vere amicizie continuano a crescere nonostante le distanze, e che non importa quello che hai nella vita, ma chi hai nella vita, e che i buoni amici sono la "famiglia" che ci è permesso di scegliere. Imparerai che non dobbiamo cambiare amici ma essere disposti ad accettare che gli amici possano cambiare.
Ti renderai conto che puoi passare buoni momenti con i tuoi amici facendo tutto o niente, solo per il piacere della loro compagnia. Scoprirai che spesso passi meno tempo di quello che vorresti con le persone che ami, per quello devi lasciarle sempre con parole affettuose perché non sai mai quando li rivedrai. Imparerai che le circostanze e l'ambiente influenzano ma noi siamo gli unici responsabili di quel che facciamo, ed imparerai che non devi per forza confrontarti con gli altri ma col tuo meglio. Scoprirai che si perde tanto tempo per arrivare ad essere ciò che vuoi essere e che il tempo è breve. Imparerai che non è importante dove sei arrivato bensì dove stai andando, qualsiasi luogo esso sia. Imparerai che se non avrai il controllo della tua vita altri lo avranno e che essere flessibile non significa essere debole o non avere una personalità perché non importa quanto delicata o fragile sia una situazione: esistono sempre due strade.
Imparerai che gli eroi sono le persone che hanno fatto quel che era necessario fare senza aver paura delle conseguenze. Imparerai che la pazienza ha bisogno di molta pratica. Scoprirai che alcune volte la persona che aspetti ti dia un calcio quando cadi, sarà una delle poche che ti aiuta a rialzarti. Imparerai che maturare non c'entra nulla con l'età ma ha a che fare con quello che hai imparato dalle tue esperienze. Imparerai che i tuoi genitori fanno parte di te più di quello che pensi. Imparerai che non si deve mai dire a nessuno che i suoi sogni sono stupidi e che sarebbe una tragedia se lo credesse perché il suo futuro sarà senza speranza. Imparerai che quando sei in collera hai il diritto di esserlo ma non hai il diritto di essere crudele.
Imparerai che ci sono persone che ci amano ma che non sanno dirlo. Imparerai che non sempre ti basta essere perdonato ma qualche volta dovrai imparare a perdonarti. Imparerai che con la stessa severità con la quale giudichi anche tu un giorno sarai giudicato.
Imparerai che non importa in quanti pezzi il tuo cuore si è rotto il mondo non si ferma perché tu possa ripararlo.
Imparerai che il tempo non può tornare indietro e quindi devi seminare il tuo giardino ed abbellire la tua anima oggi senza aspettare che qualcuno colori il tuo tempo... allora capirai che puoi resistere a tutto... che sei forte... che puoi arrivare molto più lontano di quello che pensavi quando credevi di non farcela, e che nella vita non devi farti guidare dalla paura di perdere quello che avrai conquistato ma devi solo avere il coraggio d'affrontarla.
Jorge Luis Borges
[Tratto da: "Despeus de un tiempo"]
mercoledì 23 novembre 2011
La vita è il treno
Eppure arriva un giorno in cui dici: "Basta!"
"Basta! Per me viaggiare si è trasformato in una monotona routine."
"No, non può essere così. Viaggiare non diventerà mai una routine," incalza J. "La nostra vita è un viaggio ininterrotto, dalla nascita alla morte. Si trasforma il paessaggio, variano le persone, mutano le necessità, ma il treno prosegue la sua corsa. La vita è il treno, non la stazione ferroviaria. E finora tu non hai viaggiato: hai soltato cambiato paese - una cosa del tutto diversa."
Paulo Coelho
[Tratto da: "Aleph"]
"Basta! Per me viaggiare si è trasformato in una monotona routine."
"No, non può essere così. Viaggiare non diventerà mai una routine," incalza J. "La nostra vita è un viaggio ininterrotto, dalla nascita alla morte. Si trasforma il paessaggio, variano le persone, mutano le necessità, ma il treno prosegue la sua corsa. La vita è il treno, non la stazione ferroviaria. E finora tu non hai viaggiato: hai soltato cambiato paese - una cosa del tutto diversa."
Paulo Coelho
[Tratto da: "Aleph"]
domenica 20 novembre 2011
La pace nel cuore
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| Lazoi VI secolo a.C. Filosofo cinese |
è necessario che le nazioni vivano in pace.
Perché ci sia pace fra le nazioni,
le città non devono battersi le une con le altre.
Perché ci sia pace fra le città,
i vicini devono andare d’accordo.
Perché ci sia pace fra i vicini,
è indispensabile che nelle case regni l’armonia.
Perché nelle case ci sia pace,
bisogna trovarla nel proprio cuore.
Lao-tze
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